La bella Verona
h. 18.00: Mio fratello è tornato stamattina da Barcellona, si è fiondato a dormire, e io l’ho incontrato solo poco fa. Ovviamente gli ho chiesto come è andata, se si è divertito, le solite cose insomma. Mi ha risposto di sì, che si è divertito, e che è tornato nel “nulla”: il “nulla” sarebbe Verona, perchè “a Verona non c’è niente”. Mi fa letteralmente incavolare quando dice così.
Io adoro la mia città, scopro ogni giorno di più quanto è incantevole, una città di medie dimensioni, piuttosto vivibile, e soprattutto: è BELLA. Lui invece non fa altro che denigrarla, preferendo le grandi e dispersive metropoli, non sapendo neanche tra l’altro di che cosa sta parlando. Ci sarà un motivo perchè vengono turisti dal Giappone e dall’Australia a vederla, no? Certo, se parliamo che a Verona non c’è vita notturna, e ci son pochi locali, posso anche essere d’accordo…..ma che importa?
Sono contenta di essere nata e di vivere a Verona, una città ricca di storia e di opere d’arte che devo ancora scoprire. Non ha prezzo camminare senza una meta per le strade del centro storico, e scoprire all’improvviso una viuzza in cui non eri mai capitato, o un affresco sulla facciata di una casa davanti alla quale eri sempre passato senza alzare mai la testa.
E poi il panorama mozzafiato che vedo tutte le mattine andando all’università, attraversando il Ponte Navi sull’Adige, quando sulla sinistra in lontananza troneggia il colle di San Pietro, e il fiume scorre sotto di me.
Il giallo degli alberi di gingko biloba di Lungadige Porta Vittoria che si staglia contro l’azzurro sconvolgente di una serena giornata d’autunno, quando il cielo non ha neanche una nuvola: niente può andare storto in una giornata così.
Camminare in via Cattaneo, e sperare che il liutaio che lì ha il suo laboratorio, abbia spalancato la porta del balcone al primo piano, così da vedere i violini in costruzione tutti appesi in fila, e magari sentire qualche nota stridente di prova.
Entrare nella basilica di San Zeno e rimanere incantati dall’insolito ed unico soffitto ligneo, o ancor più dall’incantevole chiostro: in un posto così, comprendo chi decide di abbandonare le gioie terrene per la tranquillità della clausura.
La statua di Dante pensante, con il perenne piccione sul capo: chissà com’è il punto di vista di un piccione appollaiato sulla crapa di Dante.
La torre medievale ad un’estremità di Ponte Pietra, di proprietà di Carla Fracci, che mi fa sognare di viverci: non so cosa darei per vivere in un posto del genere, svegliarmi la mattina e aprire la finestra sul fiume e su Castel San Pietro.
Passare un pomeriggio al Giardino Giusti, e sbirciare le prove delle ballerine della scuola di danza attraverso le finestre dell’edificio neogotico ad un’estremità dello stesso giardino, mentre la luce dorata del tardo pomeriggio e il silenzio rendono l’atmosfera magica.
Sbagliare strada e scoprire una nuova libreria d’arte, o un negozio di colori.
Tutto questo non ha prezzo, e non lo potrei trovare in nessun’altra città, oppure lo potrei trovare in tutte.
Vi faccio vedere un foto che ho scattato esattamente una settimana fa, in Santa Maria Antica, la chiesa nel cortile della quale sono sepolti i signori Scaligeri: non so bene che cosa rappresenti la foto, solo che è una cappella. Riguardando le foto che avevo fatto in occasione di una passeggiata in centro, questa mi ha colpito in modo particolare, per l’essenzialità, il minimalismo, i colori, la purezza del bianco dei tulipani in un vaso di vetro trasparente davanti alla Madonna col Bambino, per il silenzio che si riesce quasi a “vedere”: insomma, per la perfezione dell’insieme. E tutto questo l’ho trovato in una chiesa davanti alla quale sono passata decine di volte, tutto questo per mostrare quanto può essere bella Verona.

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Tutte le città sono belle, a modo loro e soggettivamente. Sono innamorato di Verona, mi piace Mantova, ho adorato Parigi e Ciutadela (la capitale di Menorca). A parer mio non ha senso dire di essere tornati nel “nulla”, o nel “vuoto”, che dir si voglia. Se per nulla intendiamo la vita notturna e i locali, beh…io ne faccio anche a meno
Besitos!
Enrico
Leggo le prime righe del tuo post è già tuo fratello non mi piace ! Scorro con lo scroll, arrabbiato per ciò che pensa il classico veronese ” ah, Verona l’è provinciale” e per il pensiero del tuo fratellino. Poi leggo la tua frase e mi rincuoro…Non ho letto il tuo post ma ho fatto un giro di “scroll” al mouse è ho letto il pensiero sul giallo dei ginchi…e davvero, anche se sembra strano è una delle cose che anche io reputo più belle. D’estate carichi di verde foglie risaltano meno sul grigiastro o biancastro cielo.. ma con l’autunno, quando il cielo è azzurro e c’è il sole che scioglie la foschia sono uno degli spettacoli più belli. A ciò si aggiunga che fanno da “contorno” a Ponte Pietra, l’Arena, Castel Vecchio, Castel San Pietro, Piazza Dante e all’Adige… altro che Sagrada Famiglia (Dalì mi scusi, ma non c’è nulla in paragone).
w Verona e i Veronesi…anche se oggi è un giorno triste in cui questa affermazione non è valida per tutti !!!
Federico- sempre e solo tasto3
Sì, peccato che non è Dalì, bensì Gaudì…..Federico mi cadi su una cosa del genere…
Non è stata ignoranza ma lapsus. Ritiro l’errore. La prossima volta rileggerò bene…
Grazie per l’appunto